Amianto, 180 case da bonificare
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- Created: Thursday, 06 November 2008 01:00
- Written by Il Secolo XIX
Gli immobili a rischio sono già stati inventariati, adesso si tratta di creare un vero e proprio catasto dei possessori, a cui il sindaco nei prossimi giorni invierà un'informativa, al fine di procedere al più presto alla valutazione del rischio e alla messa in sicurezza. L'iniziativa assunta dal consiglio comunale è stata proposta dalla Provincia nell'ambito di uno specifico ordine del giorno dedicato alla tutela della salute pubblica, in linea con la legge di prevenzione approvata dalla giunta regionale a ottobre.
La legge "Disposizioni per la prevenzione dei rischi ambientali e sanitari derivanti dalla presenza di amianto negli edifici pubblici e privati, nelle strutture e infrastrutture, nell'ambiente" prevede stanziamenti a fondo perduto a favore di enti pubblici e singoli cittadini che provvedono alla bonifica di piccoli e grandi quantitativi di questa sostanza nociva. Attribuisce inoltre ai Comuni il compito di tenere un catasto dei siti da bonificare e di individuare luoghi per micro-discariche controllate.
«La giunta comunale incentiverà la valutazione dei rischi - spiega il sindaco - ponendo a carico del bilancio comunale il costo per l'esecuzione della analisi, che coordineremo in sinergia con l'Arpa. Il costo della bonifica però sarà a carico dei possessori e varierà da 15 euro a 10 euro al mq. Sarà nostro impegno accorpare i casi di modeste dimensioni per permettere ai cittadini di risparmiare sugli interventi».
A seconda del rischio di dispersione delle polveri, l'Arpa determinerà l'intervento: sostituzione radicale e nei casi minori si procederà ad incapsulamento o avvolgimento del materiale a rischio, oppure verniciatura da parte delle ditte specializzate.
«Centottanta casi sono tanti e sono pochi - conclude il sindaco - se si considera che i materiali in fibrocemento contenenti amianto sono stati prodotti e commercializzati fino al 1992. Non possiamo considerare la verifica dell'amianto una emergenza perché riguarda tutti i Comuni, ma vista l'entità della superficie interessata è sicuramente una priorità da non rimandare, perché il pericolo delle polveri si manifesta dopo circa 15 anni dall'installazione dei pannelli e se potessimo rimuoverli tutti, sarebbe un sollievo e un risparmio per il futuro».
DANIELA TERRAGNI