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Zone blu, inchiesta sulla giunta Pericu
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Created: Wednesday, 08 August 2007 01:00
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Written by Repubblica
L' ex sindaco Giuseppe Pericu
e la sua giunta sono nel mirino della procura della Corte dei Conti e delle
fiamme gialle. Al centro dell' indagine, che si è conclusa alla fine di luglio
con una relazione dei finanzieri del nucleo di polizia tributaria, c' è una
delibera del 2005 con cui l' amministrazione Pericu assegnava alla neonata Ami... (Azienda Mobilità e Infrastrutture, una costola dell' Amt che, proprio in quei
mesi registrava l' ingresso dei francesi di Transdev) la gestione dei proventi
delle multe nelle varie aree blu in cui è stato suddiviso il centro cittadino.
La magistratura contabile, però, ipotizza che si tratti di un utilizzo che va
contro l' articolo 208 del codice della strada il quale stabilisce come e a chi
debbano andare i soldi delle contravvenzioni. Oggetto del contendere: 800mila
euro. Parallelamente all' indagine della Corte, che si muove nell' ambito del
presunto danno erariale - ossia verifica che gli amministratori spendano bene
il nostro denaro - è partita anche una segnalazione penale, indirizzata al
procuratore capo Francesco Lalla e all' aggiunto con delega ai reati contro la
pubblica amministrazione Mario Morisani. In questo caso l' eventuale reato,
anche se la segnalazione è il classico atto dovuto, è quello di abuso d'
ufficio. Negli ultimi mesi, i finanzieri del nucleo Sarade (Servizio accertamenti
responsabilità amministrative e danni erariali) hanno esaminato una grande
quantità di pratiche e documenti. A cominciare dalla delibera votata dalla
giunta Pericu nel 2005 che decideva di far gestire ad Ami il denaro proveniente
dalle multe delle aree blu. Nel 2006
l' Azienda (voluta, sostennero all' epoca molti
osservatori, per dirottarvi il forte passivo di Amt altrimenti poco appetibile
per soci esteri) avrebbe incassato 450 mila euro di multe. A questa cifra vanno
aggiunti altri 350 mila euro, derivanti da accordi con la controllata Genova
Parcheggi ed utilizzati per coprire i costi di 12 "verificatori",
come viene chiamato il personale incaricato di individuare e sanzionare gli
automobilisti in fallo. Secondo gli inquirenti, i soldi dovevano essere
utilizzati direttamente dal Comune per gli scopi indicati dall' articolo 208, in particolare per «il
miglioramento della circolazione sulle strade, il potenziamento e miglioramento
della segnaletica stradale» oppure per i corsi di educazione per le scuole. Il
Comune ritenne però (e lo spiega in questa stessa pagina l' ex assessore
Liccardo) che la propria delibera rispettasse il dettato della legge. Conclusa
la fase di raccolta delle prove, adesso la procura valuterà la relazione della
finanza e, nelle prossime settimane, potrebbe emettere i cosiddetti
"inviti a dedurre", l' atto formale con cui si avvisa la persona che
è sottoposta ad indagini. Va poi ricordato che su Ami sono ancora in corso
altri accertamenti della procura regionale della Corte e riguardano proprio i
passaggi tecnici e le decisioni amministrative che portarono alla sua creazione
come costola dell' Amt.
MARCO PREVE